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La PET/CT è uno degli esami più innovativi in diagnostica per immagini e viene impiegato principalmente in Oncologia ed in Neurologia.
L’esame prevede l’utilizzo combinato di due tecnologie: la PET (Positron Emission Tomography o PET, Tomografia ad emissione di Positroni), che valuta aspetti metabolico-funzionali specifici di organi e tessuti, combinata con la CT (Computed Tomography o CT, Tomografia Assiale Computerizzata o TAC o TC) che fornisce una chiara visualizzazione delle strutture anatomiche. L’ integrazione dei dati ottenuti dalle due tecniche consente un’analisi accurata e completa del volume corporeo esaminato.
L’apparecchiatura PET/CT rileva la distribuzione di una piccola quantità di materiale radioattivo, chiamato radiofarmaco, somministrata per via endovenosa generalmente un’ora prima dell’inizio dell’esame.
Il radiofarmaco di gran lunga più utilizzato è il 18F-Fluoro-desossi-glucosio o [18F]-FDG, che si accumula nei tessuti dove è presente un maggior consumo di glucosio. In molte patologie oncologiche, neurologiche ed infiammatorie, le sedi di tessuto patologico accumulano il radiofarmaco in quantità maggiore rispetto ai tessuti sani, visualizzandosi in tal modo delle aree più luminose nelle immagini prodotte dalla PET/TC.
L’esame ha ormai raggiunto livelli molto elevati di precisione ed accuratezza diagnostica in numerose patologie, soprattutto oncologiche, risultando fondamentale nella valutazione di sede, estensione ed attività della malattia, della scelta terapeutica e della risposta alla terapia stessa.
Altro radiofarmaco utilizzato nella nostra U.O. è la 18F-Fluoro-colina o [18F]-FCH, che si accumula nelle aree dove è presente una maggiore attività proliferativa delle membrane cellulari. Nella diagnostica del carcinoma prostatico e dell’iperparatiroidismo i tessuti affetti accumulano tale radiofarmaco in quantità maggiore rispetto ai tessuti sani, risultandone nelle immagini ottenute anche in questi casi delle aree più luminose.
La PET/CT è un esame sicuro, privo di effetti collaterali e viene svolto in un ambiente protetto: dopo una breve visita con il Medico Nucleare e il controllo della glicemia, viene effettuata l’iniezione del radiofarmaco. Dopo circa 1 ora, tempo necessario per permettere al radiofarmaco di depositarsi correttamente nei tessuti bersaglio, si procede all’acquisizione delle immagini, che dura circa 30 minuti. La radioattività del radiofarmaco scompare rapidamente dall’organismo e la dose di radiazioni assorbite è pari a quella di un normale esame radiografico.
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