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Whistleblower

Il dipendente che segnala illeciti

 

 

Tra le misure introdotte dalla L. 6 Novembre 2012, n. 190 (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e della illegalità nella Pubblica Amministrazione) elemento particolarmente rilevante costituisce la tutela del dipendente che segnala illeciti, cd. “whistleblower”.

 L’attività del segnalante, nelle intenzioni del legislatore, non assume connotazioni negative e nemmeno si configura quale delazione ma, invero, è finalizzata ad eliminare ogni possibile fattispecie di “malpractice” e di corruzione all’interno delle Amministrazioni, nell’osservanza dei princìpi costituzionali di legalità, imparzialità e buon andamento delle funzioni amministrative.

Il Piano Nazionale Anticorruzione dispone, testualmente:

"Ciascuna Amministrazione deve prevedere al proprio interno canali differenziati e riservati per ricevere le segnalazioni la cui gestione deve essere affidata ad un ristrettissimo nucleo di persone (2/3). Inoltre, occorre prevedere codici sostitutivi dei dati identificativi del denunciante e predisporre modelli per ricevere le informazioni ritenute utili per individuare gli autori della condotta illecita e le circostanze del fatto?”

La circolare n.1, applicativa della L. n. 190/2012, emanata in data 25/01/2013 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Funzione Pubblica, così recita:

“La legge non contiene una definizione di “corruzione”, che viene quindi data per presupposta. In questo contesto, il concetto di corruzione deve essere inteso in senso lato, come comprensivo delle varie situazioni in cui, nel corso dell’attività amministrativa, si riscontri l’abuso, da parte di un soggetto del potere a lui affidato al fine di ottenere vantaggi privati. Le situazioni rilevanti sono, quindi, evidentemente più ampie della fattispecie penalistica che, come noto, è disciplinata negli artt. 318, 319 e 319 ter del c.p. e sono tali da comprendere non solo l’intera gamma dei delitti contro la Pubblica Amministrazione? ma anche le situazioni in cui – a prescindere dalla rilevanza penale-venga in evidenza un malfunzionamento dell’amministrazione più ampio a causa dell’uso a fini privati delle funzioni attribuite”.

Il fine, pertanto, di definire apposito protocollo per il cd. “whistleblower”, regolamentando, quindi, le procedure volte ad incentivare e proteggere le segnalazioni, è proprio quello di tutelare il “segnalante”, garantendogli l’anonimato e ovviando ad ogni possibile discriminazione nei suoi confronti.

Obiettivo primario della presente iniziativa aziendale è quello di fornire al dipendente “segnalante” indicazioni procedurali in merito a:

  • Destinatari della segnalazione
  • Oggetto e contenuto della segnalazione
  • Modalità di trasmissione
  • Forme di tutela garantite.

La segnalazione, pertanto, dovrà contenere i seguenti elementi minimi:

  1. generalità del soggetto segnalante, con indicazione del profilo professionale d’inquadramento e della funzione svolta in ambito aziendale
  2. descrizione sommaria dell’episodio segnalato con indicazione dei soggetti coinvolti
  3. luogo e data (ove noti) dei fatti segnalati
  4. ogni altra informazione utile per riscontrare la reale sussistenza di quanto segnalato. 

La segnalazione potrà essere presentata con la seguente modalità:

a) invio del modello fac-simile all’indirizzo mail denominato prevenzione.corruzione@asptrapani.it che verrà riversato sulla casella di posta elettronica del R.P.C. 

In tal modo l’identità del segnalante sarà nota esclusivamente al soggetto ricevente a ciò abilitato.

b) Consegna diretta e personale della segnalazione al R.P.C., previo appuntamento in via riservata e verbalizzazione di denuncia con eventuali contenuti a supporto.

Attesa, inoltre, la difficoltà dell’individuazione di elenco completo delle fattispecie di comportamento anomalo, irregolarità, reati e/o fatti atipici, la segnalazione potrebbe riguardare azioni e/o omissioni configuranti:

  • Reati contro la P.A.
  • Violazioni al Codice di Comportamento e Codice Disciplinare
  • Illegittimità o illeciti amministrativi da cui derivino danni patrimoniali all’Azienda, ad altre Amministrazioni Pubbliche o alla collettività

 

 

 

 

modello segnalazione di illeciti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ultimo aggiornamento: 06/09/2016


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